mercoledì 7 gennaio 2026

Gli sviluppi della sofistica

                                             

Prodico e l’arte dei sinonimi

Con Gorgia la sofistica raggiunge livelli estremi perché ha una visione nichilista, che nega la possibilità di conoscere la realtà in modo oggettivo e universale e non ammette che ci siano discorsi condivisi all’interno di una comunità di uomini. Ora il linguaggio viene misurato solo in relazione alla sua forza persuasiva, quindi alla sua efficacia nel conquistare il consenso degli ascoltatori.         

Tra i successori di Protagora e Gorgia troviamo Prodico che indaga sul linguaggio. Egli ebbe un interesse per l’etimologia delle parole, riteneva che le parole avessero un’origine convenzionale quindi che nascessero da un accordo dei popoli sui nomi da attribuire alle cose. Prodico sviluppò anche l’ “arte dei sinonimi”, con cui classificò varie sfumature dei diversi vocaboli con uno stesso significato, con lo scopo di evidenziare una connessione tra il nome e la cosa. La posizione di Prodico considera il mondo umano come frutto della cultura e del processo simbolico con cui l’uomo attribuisce significato alle cose.

Ippia, Antifonte e Trasimaco: il tema delle leggi






A differenza di Protagora che riponeva il valore delle leggi nella loro origine umana, Ippia e Antifonte teorizzarono la superiorità della legge di natura, quindi che essa è immutabile e uguale in ogni paese, rispetto a quella positiva cioè posta dagli uomini, mutevole e relativa ai vari Stati. Secondo questi sofisti, secondo la legge della natura gli uomini sono tutti uguali, mentre le leggi e le consuetudini sociali mettono in atto ogni discriminazione.        

Più radicali sono invece le tesi di Trasimaco un rappresentante del gruppo dei sofisti-politici, filosofi che si occupavano di tematiche etico-politiche, spingendo la retorica a conseguenze estreme; egli afferma che le leggi sono solo strumenti di cui i gruppi più potenti si servono per garantire i propri interessi a discapito dei più deboli. Secondo Trasimaco la giustizia quindi non sarebbe un valore universale ma coinciderebbe con l’insieme di norme                                           inventate dalle classi più forti.                                                                                                     

               




                                                                                                                             

                                                                                                                                    


domenica 4 gennaio 2026

Gorgia


                                                                     

La frattura tra il linguaggio e le cose

Il relativismo portava come conseguenza la possibilità di più punti di vista differenti su uno stesso fenomeno. Questo porta ad una scissione tra realtà e linguaggio tra i fatti e la loro interpretazione quindi il linguaggio non viene più identificato con l'"essere".

Gorgia è convinto che il discorso è tutto e quindi utilizza l'elogio della parola come forza conquistatrice. Il sofista inizia dunque a sostenere una forma di "scetticismo metafisico" secondo cui non esiste nulla di oggettivo, e se anche esistesse qualcosa di oggettivo per l'uomo non sarebbe possibile conoscerlo, pensarlo o comprenderlo; e se anche fosse comprensibile, non potrebbe essere comunicato agli altri perché il mezzo comunicativo è la parola che non può mai identificarsi con la realtà.

Gorgia elabora 3 principi:                                                                                                                                    - l'essere non esiste perché la sua esistenza porterebbe a varie contraddizioni logiche                      - se anche l'essere esistesse non potremmo riconoscerlo perché il pensiero non rispecchia la realtà                                                                             - se anche l'essere fosse conosciuto e compreso, non potrebbe essere comunicato attraverso le parole, che hanno una natura diversa rispetto alle cose.                                                                              Egli dunque riconosce che è impossibile affermare una verità assoluta intorno all'essere perché l'uomo non possiede gli strumenti adeguati per riconoscerlo e comunicarlo; inoltre pone una frattura tra pensiero e l'essere, come tra le parole e le cose, facendo così crollare l'idea di un criterio di verità oggettivo. Ora la credibilità delle affermazioni viene ancorata alla forza persuasiva delle parole e non più a una verità condivisibile per tutti.

Una visione tragica dell'esistenza 

Per Gorgia l'esistenza è irrazionale e gli uomini non sono liberiresponsabili, ma sono soggiogati da forze incontrollabili come il fato, il caso, le passioni e anche la forza persuasiva delle parole.

Questo pensiero si può adattare anche al mondo moderno. Un esempio potrebbe essere la grande importanza che riveste l'arte di sapersi presentare al pubblico televisivo per ottenere il consenso o per avere successo nella società moderna. 

Platone

  La crisi dell'epoca e la critica ai sofisti Platone identifica la radice del male nella scissione tra politica e saggezza . Se chi go...